OFFIDA DOCG

Secoli di innovazioni e ricerca

La produzione vitivinicola nella zona del Piceno ha una storia millenaria. A permetterci di affermarlo con discreta sicurezza sono numerosi autori del passato – tra cui Plinio il vecchio, Varrone, Catone – che, coi loro scritti, ci hanno consegnato una viva testimonianza di quella che oggi è ormai per noi una consolidata tradizione. Nel trascorrere degli anni, dei secoli, si sono succedute evoluzioni, innovazioni e raffinamenti nelle tecniche di produzione; sviluppo di cui rappresenta un importante esempio il passaggio dalla vecchia coltivazione chiusa e specializzata, tipica dell’agricoltura basso-medievale, a quella più moderna basata sulla folignata e sulle alberate, dove si sfruttano terreni molto ampi in cui alla vite si affiancano altre colture. O ancora, la successiva realizzazione delle forme a spalliera, in grado di garantire le rendite prestabilite, oltre che l’elevata qualità dei prodotti. Il felice coronamento di questo lungo viaggio fatto di passione, dedizione, lavoro e ingegno, si è compiuto nel 2011 col conferimento dell’ambito marchio DOCG.

Le condizioni della DOCG

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Offida” è applicata unicamente a quei vini che rispettano i requisiti stabiliti dal relativo disciplinare di produzione. Rientrano nella DOCG tre diverse tipologie di vino: l’Offida Pecorino, la Passerina e il Rosso. Quanto alla prima variante è stabilito dal disciplinare che venga prodotta sfruttando almeno per l’85% uve provenienti da vitigni Pecorino, a cui possono aggiungersene altre purché provenienti da vitigni non aromatici, a bacca bianca e idonei alla coltivazione nella regione Marche. Le stesse proporzioni valgono per le altre due tipologie di vino con l’unica differenza che per la Passerina la percentuale maggiore deve essere costituita da vitigno Passerina e per il Rosso, invece, da Montepulciano.

Le tre tipologie di Offida

L’Offida Pecorino è di colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli. Odorandolo, si avvertono numerosi sentori che spaziano dal floreale al fruttato e che rimandano in particolare all’ananas, alla salvia e all’anice. È inoltre definito “lungo” per via del suo retrogusto persistente.

La Passerina, di un giallo più deciso rispetto al Pecorino, all’olfatto presenta note che ricordano agrumi e frutti a polpa gialla. Il Rosso, infine, è un vino molto strutturato e longevo in quanto richiede un periodo di invecchiamento in bottiglia pari a 24 mesi. Al colore rosso rubino, tendente al granato, si affianca un odore intenso in cui spiccano note di frutti rossi e sentori di cioccolato e liquirizia.

Terre del sud marchigiano

La porzione di territorio coinvolta nella coltivazione delle viti e nella produzione della DOCG “Offida” ricade in diversi comuni appartenenti alle province di Fermo e Ascoli Piceno. Quest’area, coincidente con la parte meridionale delle Marche, si estende dalla zona litoranea fino alla collina medio-alta. Per questo motivo, l’altitudine a cui si trovano i vitigni può variare, oscillando tra i 50 e i 650 mt slm. L’ortografia è dunque prevalentemente collinare e questo fattore, unito all’esposizione dei vitigni a est-sud, rende la zona di produzione della DOCG il luogo ideale per l’ottenimento di vini di elevata qualità e raffinatezza.

Da prodotto d’élite a prodotto popolare

L’attività vitivinicola in terra marchigiana ha origini molto antiche, ma è solo durante l’epoca comunale che il vino smise di essere un prodotto ad uso esclusivo delle classi più abbienti. È in questo momento, infatti, che si registrò un generale miglioramento delle condizioni di vita al quale seguì un aumento dei consumi. Ed è qui che il vino iniziò sempre più a far parte anche dell’alimentazione quotidiana del popolo. Per questo motivo, nel tempo, la vite cominciò ad assumere un ruolo sempre più centrale all’interno dell’economia rurale ma anche della sfera sociale.

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE OFFIDA DOCG