VITELLONE BIANCO DELL'APPENINO CENTRALE IGP

Una razza più antica dei Romani

Bisogna andare molto indietro nel tempo per rintracciare le origini del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale. Un viaggio nella storia che ci porta fino all’epoca preromana. Sappiamo infatti che già gli Etruschi erano soliti allevare bovini nelle zone adiacenti all’Appennino. Nel tempo, le razze animali si sono naturalmente evolute, anche grazie a una serie di selezioni e incroci. Tra le più note, vi sono la Chianina, la Romagnola (i cui antenati erano già allevati dalle antiche popolazioni barbare intorno al vi-vii secolo d.C.), e la Marchigiana – incrocio tra le due prime razze.

Un prodotto riconosciuto a livello internazionale

Col conferimento del marchio di qualità IGP (Indicazione Geografica Protetta), il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale ha raggiunto un importante riconoscimento a livello europeo. Il marchio, oltre a costituire un grande traguardo per i produttori del settore, rappresenta anche una fondamentale garanzia di qualità per il consumatore. Qualità di cui già il nome è un chiaro indizio. Con “vitellone”, infatti, ci si riferisce, nelle zone dell’Italia centrale, ai bovini giovani (di età compresa tra i 12 e i 24 mesi) la cui carne rimane molto magra. “Bianco” è riferito al tipico colore chiaro del loro manto (ideale per una prolungata esposizione ai raggi solari) e, infine, “dell’Appennino centrale” designa la specifica ed unica zona di allevamento delle pregiate razze animali.

Il benessere dell’animale come garanzia di qualità

L’alimentazione dei vitelli è senza dubbio uno degli ingredienti principali per ottenere un alto livello di qualità della carne. A garantire che tutti i parametri e le normative in materia siano rispettate è, coi suo oltre 30 anni di esperienza, la cooperativa Bovinmarche, alla quale hanno aderito, nel tempo, intorno ai 400 piccoli e medi allevatori. Oltre a curare le fasi del commercio e della promozione, Bovinmarche presta molta cura e attenzione a quelle della lavorazione delle carni e dell’allevamento degli animali. Questi vengono nutriti esclusivamente con materie prime sane e prodotti provenienti da agricoltura biologica. Oltre che dal cibo, il benessere dell’animale è garantito anche dalle ottime condizioni di vita e di crescita sia all’interno delle stalle che nei pascoli.

Quando il gusto incontra la salute

I colori prevalenti della carne del Vitellone Bianco sono il rosso acceso, che copre le superfici muscolari del dorso e dei lombi, e il bianco delle sottili venature di grasso. La sapidità, tra i principali indici della qualità del prodotto, è condizionata dal fattore genetico tipico delle tre razze bovine allevate e dal regime alimentare a cui sono state sottoposte. Sono infatti proprio gli alimenti con cui vengono nutriti gli animali a determinare lo sviluppo di quelle componenti biochimiche che andranno a caratterizzare il particolare sapore della carne. Questa, oltre ad essere gustosa e saporita, è altamente nutritiva per il nostro organismo, in quanto fornisce un importante apporto proteico e di ferro.

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Il rispetto per l’ambiente al primo posto

Le attività di produzione del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP coinvolgono un’ampia area che attraversa e coinvolge numerose regioni. Dalle zone più centrali, con l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria e le Marche, si scende progressivamente verso il Lazio e l’Abruzzo, fino a toccare il Molise e la Campania. Sono proprio i pascoli e i prati dell’Appennino Centrale a conferire agli animali allevati in queste terre il loro particolare aroma e sapore. E il rispetto di questi preziosi ambienti, dimora di razze tanto pregiate, è uno degli elementi chiave del progetto di Bovinmarche.

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE VITELLONE BIANCO DELL’APPENNINO CENTRALE IGP